Rio, 1946: Alicia sta ricevendo gli ospiti nella villa del neomarito Alexander Sebastian.

Non sono le sorti del ricevimento a renderla nervosa: Alicia stringe nella mano sinistra una chiave che ha appena rubato dal mazzo di Alexander; è quella della cantina, l’unica che l’uomo non ha condiviso con la moglie. Quando al suo arrivo, Devlin – in apparenza, un suo vecchio spasimante – le fa il bacia mano, lei gli passa segretamente la chiave. Devlin è in realtà un agente segreto per conto del governo americano, ed è lì per scoprire che ci sia di marcio nella villa; del resto anche Alicia è una spia, e ha sposato Alexander solo perché l’uomo è un filonazista dal complotto facile. Di lì a poco, i due scopriranno che le bottiglie di vino custodite in cantina hanno un leggero retrogusto di uranio e cospirazione.

serratura_05

Il successo di Notorious, oltre alla statura attoriale di Ingrid Bergman e Cary Grant, è dovuto anche a questa scena iconica: al centro, una semplice chiave di marca UNICA che grazie ad Hitchcock diventa il perno dell’azione, tanto da meritarsi anche la locandina.

Trent’anni dopo, Brian De Palma gira la sua personale dichiarazione d’amore al cinema Hitchcockiano: Obsession, pur essendo dichiaratamente ispirato a Vertigo, contiene una sequenza del tutto speculare a quella di Notorious. Sandra è appena andata a vivere nella casa del suo futuro marito; anche a lei, come ad Alicia, sono state date tutte le chiavi tranne una: quella della stanza dove il marito dormiva con l’ex moglie, rimasta uccisa durante un rapimento. La differenza sta solo nella tipologia delle chiavi: in Obsession viene utilizzato un modello a singola mappa, mentre in Notorious una classica Yale.

serratura_00

La chiave a singola mappa si compone di tre parti ben distinte: la testa, o impugnatura, lo stelo e il pettine. La corrispettiva serratura, “a mappa” anche quella, viene brevettata nel 1778 dal fabbro inglese Robert Barron. Grazie alle differenti incisioni del pettine, la chiave solleva una serie di lastre presenti all’interno della serratura, facendole allineare tra di loro e creando così un vuoto dove scorre un nasello, chiamato mentonnet, attaccato al chiavistello che a sua volta si muove grazie ad un dentino presente nel pettine.
E’ la chiave che più si avvicina, per forma e funzionamento, a quelle medievali, conservando a volte anche fregi e decorazioni sullo stelo o sulla testa.

La chiave di tipo Yale, o a profilo universale, e la relativa serratura a cilindro vengono invece ideate in un negozio di serrature di Newport, New York, dagli inventori Linus Yale Senior e Junior verso la metà dell’Ottocento. Il funzionamento riprende quello delle primissime chiavi utilizzate dagli Egizi: all’interno della serratura c’è un cilindro, tenuto fermo da dei basamenti, collegato direttamente al chiavistello; inserendo la chiave questi basamenti si muovono, rendendo il cilindro libero di ruotare.

Una delle definizioni date da Zavattini per il neorealismo è quella di cinema del buco della serratura; ma la cosa può essere ovviamente estesa a tutto il cinema e al concetto dell’osservare senza essere osservati.

Lever_tumbler_lock_animationSerratura a mappa, funzionamento.

Ciò detto, se chiavi e serrature a mappa sono ideali per un tipo di cinema voyeurista e parafilista, quelle di tipo Yale sono l’incubo dei guardoni. Se fosse per le serrature a cilindro, la commedia sexy italiana degli anni settanta uscirebbe dalle mappe, ed Edwich Fenech farebbe probabilmente un altro mestiere.

Un altro esempio di come chiavi e serrature a mappa possano essere funzionali a una trama ce lo offre Sergio Martino. Dopo il mediocre Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave, dove l’oggetto è evocato solo nel titolo, il regista gira nel ‘73 quello che è considerato più o meno all’unanimità il primo slasher movie della storia del cinema, I corpi presentano tracce di violenza carnale (Torso per il mercato internazionale); film che avrà più fortuna all’estero che in patria, grazie anche ai buoni uffici di registi come Tarantino e Joe Dante.

13052709_575585159265217_432043141_o

Jane sta per essere uccisa: è stata rinchiusa in una stanza dall’assassino di turno che, assentatosi per qualche ora, ha commesso l’errore di lasciare la chiave nella toppa. Tra le coltri della rassegnazione si fa però strada uno stratagemma: Jane spinge delle pagine di giornale sotto la fessura della vecchia porta e con una forcina cerca di farci cadere sopra la chiave sull’altro lato; che però atterra sul pavimento: sarà l’assassino a sistemarla sopra il giornale e ad aspettare che la donna apra. Questa scena non sarebbe stata possibile con una serratura a cilindro.

Se fosse per le serrature a cilindro, la commedia sexy italiana degli anni settanta uscirebbe dalle mappe, ed Edwich Fenech farebbe probabilmente un altro mestiere.

Le chiavi Yale tornano invece splendide protagoniste in un altro film di Hitchcock del ’54. In Dial M for Murder (Il Delitto Perfetto) Tony assolda Charles Swann, ex compagno del college, affinché uccida la moglie Margot, che lo tradisce con uno scrittore di libri gialli americano. Il piano è semplice: Tony si procura un alibi andando a cena proprio con l’amante della moglie; Margot resta a casa ad ascoltare la radio; Swann entra nell’appartamento utilizzando la chiave di lei, rubata dal marito e nascosta sotto la moquette di un gradino delle scale.
Come sempre, le cose non vanno come devono andare: l’assassino diventa la vittima, ucciso proprio da Margot con un paio di forbici. Tony cambia il suo piano, sfila la chiave dal trench del cadavere, le ripone nella borsa della moglie e prova a inquinare le prove per mandarla al patibolo. Solo che la chiave è quella di casa di Swann, e non quella della donna, che sarà ritrovata mesi dopo sotto a quella stessa moquette: l’assassino ce l’ha rimessa con cura prima di fare irruzione.

serratura_06

L’indagine si risolve per il meglio grazie alla sagacia dell’ispettore Hubbard, e a un macchinoso scambio di chiavi reso credibile solamente dal modello Yale: queste chiavi sono tutte uguali, afferma il poliziotto alla fine del film. Senza contare che una chiave a singola mappa sarebbe stata troppo ingombrante per rimanersene nascosta sotto a una moquette.

Finite le riprese di Notorious, Cary Grant porta a casa la chiave UNICA come souvenir. La regalerà qualche tempo dopo, alla Bergman, dicendole di averne ricevuto fortuna per la carriera. Passano degli anni, e durante una serata di gala in onore di Hitchcock, l’attrice sale sul palco e gliela riconsegna, con grande sorpresa del regista.
Non sappiamo perché il più voyeurista tra i registi abbia sempre optato per le serrature a cilindro. Ma col senno di poi, siamo certi che la più famosa tra le chiavi Yale abbia portato fortuna anche a lui.

serratura_04Cary Grant, Ingrid Bergman e Alfred Hitchcock sul set di Notorious